In Italia, così come in molte altre parti del mondo, le malattie cardiovascolari sono tra le principali cause di invalidità e mortalità. Sebbene esistano dei fattori di rischio non modificabili per queste patologie (ad esempio l’età, il sesso maschile e la familiarità), esse sono in gran parte prevenibili, perché strettamente connesse a stili di vita poco salutari e facilmente correggibili.

Ma di quali patologie stiamo parlando?

Senz’altro la patologia più conosciuta che riguarda l’apparato cardiovascolare è la cardiopatia ischemica, il famigerato “infarto del miocardio”: con questo termine si intende la necrosi di una parte del muscolo cardiaco a seguito dell’ostruzione di una delle coronarie, arterie deputate alla sua irrorazione. Si può manifestare a riposo, dopo un’emozione intensa, durante uno sforzo fisico rilevante o quando lo sforzo è già terminato. I sintomi più frequenti sono il dolore al petto, la sudorazione fredda profusa, uno stato di malessere profondo, la nausea ed il vomito. E’ una malattia associata ad elevata mortalità se non adeguatamente trattata e può portare con sé numerose complicanze anche dopo la fase acuta. La migliore cura possibile dell’infarto miocardico è rappresentata dalla prevenzione e per prevenire è inannzitutto indispensabile conoscere e riconoscere i fattori di rischio determinanti lo sviluppo della patologia, soprattutto quelli modificabili!

Quali sono allora i fattori di rischio che predispongono alle malattie cardiovascolari?

  • Il fumo.

È senz’altro la cattiva abitudine che più di ogni altra accorcia la vita di chi ne fa uso (almeno 10 anni di vita in meno rispetto a chi non fuma!) Il miglior regalo che ci si può fare è smettere di fumare: non esistono infatti quantità “sicure” entro le quali il rischio dei danni legati al fumo risulti abolito.

  • Il Diabete.

È anche detto “assassino silenzioso”. Per prevenirlo è necessaria una regolare attività fisica, una dieta povera di zuccheri e la prevenzione dell’obesità con una corretta alimentazione del soggetto fin dall’adolescenza. La correzione dello stile di vita in una fase iniziale della patologia ha risultati estremamente efficaci e spesso risparmia dal doversi sottoporre ad una terapia farmacologica.

  • La Dislipidemia.

È caratterizzata da alti livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue che sono alla base dello sviluppo dell’aterosclerosi, processo che predispone alla cardiopatia ischemica.   Attività fisica ed una dieta povera di grassi saturi (quelli contenuti ad esempio nella carne rossa, negli insaccati e nei formaggi stagionati) aiutano a prevenire l’aterosclerosi.

  • L’ipertensione arteriosa.

La “pressione alta” rappresenta un problema comune con l’avanzare dell’età dell’individuo: è legata ad un aumento della rigidità delle arterie e, se non tenuta opportunamente sotto controllo, può danneggiare le pareti favorendo l’aterosclerosi. Nell’età adulta il controllo della pressione almeno una volta l’anno è una buona norma di comportamento e l’efficacia della prevenzione dipende in larga parte dall’esercizio fisico, dal calo ponderale nei soggetti in sovrappeso e dall’introduzione di una dieta povera di sodio.

È importantissimo ricordare che l’informazione in merito alle corrette norme comportamentali da adottare rappresenta una delle più importanti difese che la popolazione può mettere in atto per non sviluppare malattie cardiovascolari. La terapia farmacologica rappresenta solo il “secondo livello” d’intervento ma non potrà mai sostituire l’adozione di uno stile di vita salutare. Il ruolo del cardiologo è fondamentale per promuovere un’efficace prevenzione e nell’individuare coloro che presentano caratteristiche subcliniche di cardiopatia.

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